Un proprietario che scopre che il suo immobile, classificato G, non può più essere riaffittato nelle condizioni attuali; un acquirente alla prima casa che esita a firmare perché i diritti di trasferimento sono appena aumentati nel suo dipartimento: le tendenze immobiliari del 2025 non si leggono soltanto osservando le curve dei prezzi. Si manifestano quando si deve prendere una decisione concreta, di fronte a regole e costi cambiati nel giro di pochi mesi.
APE e divieto di locazione: il filtro che ridisegna l’offerta di affitti
Dal 1° gennaio 2025, nella Francia metropolitana gli immobili classificati G nell’attestato di prestazione energetica non soddisfano più il requisito di decenza per i nuovi contratti di locazione, i rinnovi e le proroghe interessati. In pratica, un proprietario che non ha avviato lavori di riqualificazione energetica si trova davanti a tre possibilità: ristrutturare, vendere o ritirare l’immobile dal mercato degli affitti.
Questo meccanismo incide direttamente sull’offerta disponibile. Nelle città in cui il patrimonio immobiliare più datato è perlopiù energivoro, gli immobili escono dal mercato degli affitti senza essere sostituiti. Per chi acquista, si apre così una finestra di opportunità: vengono messi in vendita immobili a prezzi scontati, proposti da proprietari che preferiscono cedere piuttosto che finanziare una ristrutturazione impegnativa.
Seguire le notizie immobiliari su Ventes Immo permette di individuare questi movimenti locali prima che si riflettano nelle statistiche nazionali.
Il calendario non si ferma qui. Gli immobili classificati F saranno interessati a partire dal 2028. I proprietari che si preparano per tempo a questa scadenza prendono le loro decisioni già da ora, alimentando un flusso di immobili in vendita in alcuni quartieri storici.

Diritti di trasferimento e imposta fondiaria: i costi di possesso incidono sulle decisioni d’acquisto
Spesso si ragiona in termini di tassi dei mutui e prezzo al metro quadrato. Nella realtà, però, c’è una terza voce di spesa che molti potenziali acquirenti sottovalutano: i costi di possesso aumentano indipendentemente dal prezzo d’acquisto.
La legge finanziaria per il 2025 ha autorizzato i dipartimenti ad aumentare temporaneamente alcuni diritti di trasferimento, entro i limiti previsti dalla legge, per gli atti stipulati tra il 1° aprile 2025 e il 31 marzo 2028. In concreto, a seconda del dipartimento, le spese notarili per l’acquisto possono variare sensibilmente da una transazione all’altra.
A questo onere si aggiunge l’imposta fondiaria. Il suo importo dipende dalle basi catastali e dall’aliquota stabilita dal comune, due variabili che cambiano indipendentemente dal mercato immobiliare. Un immobile acquistato a un buon prezzo in un comune che aumenta l’imposta fondiaria può vedere diminuire il rendimento netto da locazione già dal primo anno.
- Verificare l’aliquota dipartimentale dei diritti di trasferimento prima di firmare un preliminare, perché può variare da un dipartimento all’altro, anche tra territori confinanti.
- Richiedere gli avvisi di pagamento dell’imposta fondiaria degli ultimi due o tre anni per individuare l’andamento locale.
- Includere queste spese nel calcolo della redditività, senza considerare soltanto il tasso del mutuo e il canone previsto.
Per le famiglie che acquistano la propria abitazione principale, questo maggiore onere fiscale riduce il margine di trattativa sul prezzo. Per gli investitori, modifica la soglia di redditività di alcune città di medie dimensioni finora considerate interessanti.
Numero di transazioni e prezzi in Francia: cosa dicono i dati del primo semestre
Secondo i notai francesi, a fine aprile 2025 il numero di transazioni di abitazioni esistenti negli ultimi dodici mesi era pari a 892 000. La variazione annua è tornata positiva per la prima volta da giugno 2022, con un +2,5%. È un segnale, non un’impennata.
I prezzi delle abitazioni esistenti sono aumentati dello 0,4% su base annua, secondo l’indice Notaires de France-Insee, trainati dagli appartamenti (+0,7%), mentre le case hanno registrato un aumento più contenuto (+0,3%). Il mercato resta in una fase di consolidamento, in cui gli acquirenti recuperano un po’ di margine di manovra, senza però beneficiare di cali significativi.
All’inizio del 2025 il tasso di vendite per 1 000 abitanti si attestava intorno a 11,8 per mille, un livello basso rispetto all’ultimo decennio. Il mercato è attivo, ma procede lentamente.

Mutui immobiliari: un allentamento concreto, ma limitato
Dalla metà del 2024, la Banca centrale europea ha effettuato otto tagli consecutivi dei tassi di riferimento. Questo allentamento monetario ha sostenuto la ripresa dei mutui per l’acquisto di abitazioni e restituito potere d’acquisto immobiliare alle famiglie. Il margine per ulteriori riduzioni dei tassi sui nuovi mutui resta tuttavia limitato dal contesto internazionale.
Il recupero del potere d’acquisto immobiliare osservato nel 2024 è confermato all’inizio del 2025, ma non compensa interamente l’aumento dei costi accessori (diritti di trasferimento, riqualificazione energetica). Chi confronta la propria capacità di indebitamento con quella del 2023 nota un miglioramento; chi considera tutte le spese rileva un vantaggio più contenuto.
Permessi di costruire e cantieri avviati: anticipare la tensione sull’offerta
I dati mensili del SDES sugli alloggi autorizzati e sui cantieri avviati rivelano un persistente divario tra la domanda e la produzione di nuove abitazioni. L’attività edilizia appare in rallentamento strutturale, con conseguenti pressioni sull’offerta nelle zone in cui la popolazione continua a crescere.
Questo aspetto è spesso assente dalle analisi incentrate su prezzi e tassi. Eppure, consultare le statistiche sui permessi a livello dipartimentale o comunale fornisce un indicatore anticipatore:
- In un territorio in cui i permessi diminuiscono da diversi trimestri, l’offerta di nuove abitazioni si ridurrà, spostando la domanda verso il mercato dell’usato.
- Un comune che mantiene un flusso regolare di cantieri avviati offre più scelta agli acquirenti e limita la pressione al rialzo sui prezzi.
- Le stime provvisorie del SDES possono essere riviste, ma l’andamento su sei-dodici mesi resta un indicatore affidabile delle dinamiche locali.
Monitorare i permessi di costruire permette di individuare una tensione sull’offerta prima che si rifletta sui prezzi. È un’abitudine ancora poco diffusa tra i privati, ma comune tra i professionisti che confrontano i diversi territori.
Nel 2025 il mercato immobiliare non si riduce a una questione di tassi o prezzi medi. I vincoli normativi legati all’APE, l’aumento dei diritti di trasferimento in alcuni dipartimenti e il rallentamento delle nuove costruzioni creano situazioni molto diverse da una città all’altra. Ogni decisione d’acquisto o d’investimento va valutata tenendo conto delle specificità locali, incrociando i dati sui prezzi con i costi di possesso e l’andamento dell’offerta nel territorio interessato.



